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TORNA IN SCENA IL DRAMMA TEATRALE "IL CASO SPAMPINATO"
A MARZO A RAGUSA, CATANIA, BOLOGNA E IN TOURNEE' IN BELGIO
Ragusa, 6 feb 2012 - Torna in scena dopo quattro anni "Il Caso Spampinato". L'inchiesta drammaturgica di Danilo Schininà e Roberto S. Rossi racostruisce le inchieste del giornalista dell'Ora assassinato a Ragusa quaranta anni fa. Dopo Ragusa, dove sarà rappresentato il 3 marzo al Cinema Luniere, e Catania (in scena all'Università il 13 marzo) lo spettacolo andrà a Bologna (probabilmente il 20 marzo) e poi in tourneé in Belgio: il 22 marzo a Borgerhout, il 24 a Lovanio (data probabile), il 25 a Brugge (Meersenhuis), il 26 a  Bruxelles, il 27 a Sint-Niklaas (Museumtheater), il 28 a Gent (Intercultureel Centrum De Centrale), il 30 ad Anversa (Theater Het Klokhuis).
Nella nuova versione scenica, saranno sul palcoscenico due soli attori, Danilo Schininà e Giovanni Arezzo, che racconteranno la vita e la morte di Giovanni Spampinato con l'ausilio di musiche e inserti video.
Il dramma ha debuttato a giugno del 2008 a Riccione, al Premio Ilaria Alpi ed è stato replicato ad agosto 2008 al Teatro Donnafugata di Ragusa, e ad agosto del 2010 a Modica, dove ha ottenuto il Premio Felicia Impastato.
Schininà e Rossi hanno scelto di raccontare la vicenda di Giovanni Spampinato facendo convergere linguaggio giornalistico e teatrale. "Questa  contaminazione - hanno spiegato - narra una storia reale e si sforza di fare una ricostruzione quanto più vicina alla realtà". I testi sono costruiti con frasi tratte interamente da documenti reali, selezionati e montati in sequenza narrativa. Pensiamo che questo racconto teatrale sia più efficace di un libro-inchiesta. Si presta ad introdurre una riflesisone sul diritto di essere informati e sul ruolo del teatro nella diffusione dell’informazione".
 
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RADIO ITACA RICORDA GIOVANNI SPAMPINATO

radio_itaca
Il 27 ottobre 2011, Radio Itaca di Marsala, ha dedicato la prima puntata del programma "Itaca ricorda" a una ricostruzione della storia di Giovanni Spampinato, nel 39° anniversario della sua uccisione. Michaela Di Caprio e Vincenzo Figlioli hanno letto brani del libro di Alberto Spampinato “C’erano bei cani ma molto seri”, Sperling e Kupfer 2009, e hanno intervistato l’autore.  "Itaca ricorda"è uno spazio di memoria e impegno civile nato da un'idea di Michaela Di Caprio per assolvere il dovere di ricordare e far conoscere protagonisti, vittime, eventi della nostra storia civile, eventi e personaggi che non dobbiamo dimenticare mai se vogliamo tenere desta la coscienza sociale. Ascolta la puntata

 
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“IL BANDITO GIULIANO  E’ IN AMERICA, SANO  E  SALVO”

I GIORNALI AMERICANI DEL 1950 E GLI ARCHIVI DELL’FBI

“Gli archivi dell’FBI, a Washington, potrebbero finalmente svelare la verità sulla fine di Salvatore Giuliano”, affermano Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino, autori dell’esposto che, un anno fa, ha fatto riaprire il caso della presunta morte del bandito di Montelepre. Citano i quotidiani americani del 1950 che parlarono della sua presenza in incognito negli Stati Uniti e dell’arresto in Michigan del boss di Cosa Nostra Gaetano Badalamenti indicato come “ ex luogotenente di Salvatore Giuliano”. Casarrubea e Cereghino  chiedono una rogatoria internazionale per consultare i documenti dell’intelligence USA.

salvatore_giulianoPARTINICO, 4 GIUGNO 2011 - “Il mese scorso, Giuliano sarebbe partito dal suo rifugio nelle colline di Montelepre per raggiungere Palermo. Con l’aiuto degli uomini della sua banda e della mafia, Giuliano avrebbe quindi raggiunto Licata per poi imbarcarsi su una nave battente bandiera francese”. E’ 18 giugno 1950 quando il giornale statunitense “Chicago Daily Tribune”, nell’Illinois, pubblica la clamorosa notizia della fuga in America di Salvatore Giuliano, siciliano di Montelepre, classe 1922, di professione bandito e terrorista, autore di oltre 400 omicidi nell’isola tra il 1943 e il 1950. Il titolo è inequivocabile: “Il re dei banditi siciliani sarebbe sano e salvo negli Stati Uniti.”

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CESARE ZIPELLI DUE ANNI DOPO:
UNA GIORNATA DI STUDIO A RAGUSA
 
ZIPELLI2Sabato 25 giugno 2011 a Ragusa Ibla, alle ore 10 presso il Teatro Donnafugata, in Corso 25 Aprile, si svolgerà una Giornata di Studio su Cesare Zipelli, scomparso due ani fa all'età di novant'anni. L'iniziativa è stata promossa dalla sezione di Ragusa di Italia Nostra, per ricordare la multiforme personalità di Zipelli, che fu ingegnere, dirigente industriale e insieme umanista, collezionista d'arte, protagonista della vita politica e sociale di Ragusa per oltre cinquant'anni, e da ultimo il generoso donatore delle sue preziose collezioni a varie istituzioni allo scopo di mantenerne l'unità e consentirne una fruizione pubblica.    Al convegno, le autorità cittadine e il Vescovo Paolo Urso porteranno un saluto. Fra gli altri prenderanno la parola la professoressa Grazia Dormiente e il giornalista Alberto Spampinato.

 
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CONDANNA-BIS A BLOGGER RUTA PER STAMPA CLANDESTINA

CORTE APPELLO CATANIA HA APPLICATO AL WEB LEGGE STAMPA 1948
LA NOTIZIA - LA SOLIDARIETA’ DI OSSIGENO - L’OPINIONE DI FLAMMINII MINUTO

 

ROMA, 26 MAG- Il giornalista e blogger Carlo Ruta, che vive a Ragusa, e' stato condannato in appello a 150 euro di ammenda per il reato di ''stampa clandestina'' previsto dalla legge sulla stampa del 1948. La sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania e' stata pronunciata il 2 maggio scorso, ma se n'e' avuta notizia oggi.Il blogger Carlo Ruta

La sentenza conferma la condanna di primo grado pronunciata dal giudice Patricia di Marco del Tribunale di Modica il 9 maggio 2008 in seguito ad una denuncia dell'allora procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, che si riteneva danneggiato dall'attività del blog di Ruta. La condanna di Ruta, per un reato per il quale non e' stato condannato nessuno da almeno trent'anni, suscito' due anni fa interrogazioni parlamentari, una ondata di proteste politiche e del mondo del web e numerose attestazioni di solidarieta'.

 

''Seguendo la logica prevalsa - fu il commento dell'on. Giuseppe Giulietti - la quasi  totalita' dei siti web italiani, per il solo fatto di esistere, potrebbero essere considerati fuorilegge, in quanto appunto 'stampa clandestina', e cio' in spregio a ogni regola della democrazia''.

La Corte ha stabilito che il blog di Ruta deve essere equiparato a un giornale cartaceo quotidiano; pertanto avrebbe dovuto essere registrato come testata giornalistica presso il Tribunale, e invece non lo era, come la maggior parte dei blog. La difesa ha eccepito che il blog e' uno strumento di documentazione, non puo' essere considerato un prodotto giornalistico. Quello di Ruta, fra l'altro, come e' risultato da alcuni accertamenti, veniva aggiornato episodicamente e senza regolarita' periodica.

 

Sul blog ''accadeinsicilia'', sito di documentazione storica e sociale diffuso via internet dal 2001 al 2004, Ruta ha documentato vicende di malaffare e di connivenza tra politica, mondo degli affari e criminalita' organizzata.Ruta e' ''sorpreso e amareggiato'' dalla condanna in appello. Invece di chiudere il caso invocando la prescrizione del reato, fara' ricorso in Cassazione per provocare un pronunciamento di legittimita' della Suprema Corte su una questione che considera di interesse generale, con pesanti effetti sulla liberta' di espressione e di informazione.

 

''Impugneremo in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che - ha spiegato l'avvocato Giuseppe Arnone, che ha assistito Ruta nei due gradi di giudizio - ritengo gravemente illiberale in quanto non tiene in adeguata considerazione i principi costituzionali che garantiscono la liberta' di stampa e d'informazione: elementi essenziali della democrazia''.


LA SOLIDARIETA’ DI OSSIGENO

E’ UNA CONDANNA CHE CHIAMA IN CAUSA IL PARLAMENTO

 

ROMA, 26 MAGGIO 2011 - La condanna in appello per il reato di stampa clandestina del giornalista e blogger Carlo Ruta, a cui va la solidarietà di Ossigeno per l'Informazione, e' un campanello d'allarme per tutti i blogger italiani: gran parte dei loro siti potrebbero essere oscurati e i loro curatori condannati se prevalesse anche in Cassazione l'interpretazione  oscurantista della legge sulla stampa data dalla Corte d'Appello di Catania.

Siamo fiduciosi che non finirà cosi'. Ma un paese democratico non si può confidare solo sulla apertura mentale dei giudici di Palazzo della Consulta. Occorre una normativa più moderna e liberale, in linea con la legislazione europea. E' perciò urgente la riforma di questa arcaica legge sulla stampa che risale al 1948 e consente questa ed altre interpretazioni illiberali (in particolare in materia di diffamazione e risarcimento danni). La legge del '48 deve essere cambiata perché consente vari abusi in totale contraddizione con la lettera e lo spirito dell'articolo 21 della Costituzione e mette l'Italia fra i paesi in cui la normativa sulla stampa è più restrittiva.

C'è una contraddizione evidente fra la sentenza di Catania e ciò che ogni giorno ci fa inneggiare al grande potenziale liberatorio di Internet e al vento rinnovatore della ''primavera araba'', ci fa parteggiare per i blogger dei paesi arabi che, proprio pubblicando notiziari liberi, non  autorizzati, stanno contribuendo a rovesciare regimi totalitari ed autocratici. E' paradossale che in Italia si possa considerare reato ciò che in nome della libertà si ritiene giusto in Libia o in Siria. Di fronte a una così palese distanza fra l'orientamento dell'opinione pubblica quello di alcuni giudici e bene che sia il Parlamento a dire una parola chiara.   Alberto Spampinato, direttore di Osssigeno per l’Informazione

 

L’OPINIONE DELL’AVV. ORESTE FLAMMINII MINUTO

CHE CONFUSIONE!  SERVE UN NUOVO SISTEMA DI REGOLE

 

ROMA, 26 mag 2011 - La pronuncia della Corte d’Appello di Catania non deve stupire. In un paese dove la libertà di opinione sta diventando sempre più pericolosamente … “un’opinione”, appare chiaro come sia urgente mettere mano con una riforma veramente liberale a tutto il sistema di regole sulla libertà di pensiero.  Se si pensa che una giurisprudenza ritiene che il blog sia paragonabile alla carta stampata, e per questo condanna chi non abbia adempiuto alle formalità  previste dalla legge regolatrice, mentre un’altra giurisprudenza  sequestra e oscura un blog proprio perché non ritiene applicabili i principi di tutela della legge sulla stampa, si capisce in quale confusione sia entrato chi deve decidere in assenza di leggi regolatrici. La libertà prevista dai legislatori  costituenti è indivisibile e solo un  nuovo sistema di regole che riconosca questo principio può fare chiarezza in materia.

Oreste Flamminii Minuto

 
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